20 Novembre 2024
Coldiretti Piemonte: Stop Mercosur senza reciprocità regole

Pesano concorrenza sleale e rischi per la salute, dall’uso di sostanze vietate negli allevamenti fino allo sfruttamento dei lavoratori

Senza la garanzia della reciprocità delle regole l’accordo Mercosur non può essere sottoscritto, poiché causerebbe gravissimi danni all’agroalimentare italiano ed europeo, con potenziali rischi anche per la salute dei consumatori. A lanciare l’allarme sono Coldiretti e Filiera Italia per il G20 di Rio de Janeiro di oggi, lunedì 18 novembre, nel corso del quale è attesa la discussione sul protocollo di libero scambio tra l’Unione Europea e i paesi sudamericani.

“L’attuale formulazione dell’intesa non considera, infatti – rilevano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –, un aspetto fondamentale come le differenze degli standard produttivi. Nell’area Mercosur, vigono regole molto meno stringenti rispetto a quelle europee sull’uso di sostanze chimiche e tecniche di produzione. Basti pensare al fatto che il Brasile negli ultimi venti anni ha quadruplicato l’uso di pesticidi. Si tratta peraltro di sostanze che usano principi attivi spesso vietati nell’Unione Europea. Un’ulteriore criticità riguarda gli allevamenti, dove si fa uso di antibiotici e altre sostanze usate come promotori della crescita, una pratica proibita in Europa dal 2006. I nostri allevamenti, invece, sono il fiore all’occhiello della zootecnia piemontese che vanta la razza autoctona Piemontese, il cui comparto conta 310 mila capi, più di 4 mila aziende, oltre 10 mila addetti con una elevatissima percentuale di giovani allevatori. Le imprese italiane si ritroverebbero dunque ad essere penalizzate da una concorrenza sleale, con una corsa al ribasso dei costi, rispetto a quelle Mercosur, con molti meno vincoli dal punto di vista della tutela e dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente”.

Secondo alcune stime, l’entrata in vigore dell’accordo Ue-Mercosur potrebbe contribuire alla deforestazione di 1,35 milioni di ettari di foreste, mettendo a rischio uno degli ecosistemi più preziosi del pianeta.

Coldiretti e Filiera Italia non sono contrari agli accordi di libero scambio a patto però che questi garantiscano una parità nelle condizioni di partenza tra i rispettivi tessuti produttivi, aspetto che nell’attuale accordo non viene preso in considerazione.

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