4 Febbraio 2026
Coldiretti Piemonte -frutta: ancora squilibri del valore lungo la filiera

Ancora squilibri del valore lungo la filiera frutticola. E’ quanto evidenzia Coldiretti Piemonte all’avvio di Fruit Logistica, a Berlino, una tra le più importanti fiere internazionali dedicate all’ortofrutta, dove Coldiretti e Filiera Italia sono presenti per portare al centro del confronto il valore strategico di uno dei comparti chiave dell’agroalimentare italiano ed europeo.

Il comparto frutticolo piemontese ha un fatturato di oltre 500 milioni di euro con una superficie di 18.479 ettari e oltre 7 mila aziende, ma è in difficoltà da anni.

“Ormai da troppi anni la frutticoltura piemontese sta attraversando momenti di estrema difficoltà a causa di una scarsa remunerazione del prodotto e di una non equilibrata ripartizione del valore nei vari passaggi della filiera – spiega Enrico Nada, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla frutticoltura -. Non è ammissibile acquistare la frutta, come mele, pere e susine, a 3 o 4 euro al Kg e riconoscere ai nostri produttori solo pochi centesimi. Situazione aggravata dalla grande distribuzione che continua ad applicare il suo strapotere acquistando e vendendo a prezzi che non coprono neanche i costi di produzione. Per questo è fondamentale la normativa contro le pratiche sleali per cui Coldiretti si è fortemente battuta. La pubblicazione in maniera ufficiale dei costi di produzione delle nettarine in Piemonte ci consente di poter avere un confronto per la remunerazione effettiva e, conseguentemente, poter dare la dovuta consulenza per verificare laddove intervenire con la legge n.198. Ora auspichiamo non resti un caso spot, ma che si possa avere come metodo a sistema per la frutta piemontese al fine di evitare che i nostri produttori lavorino sotto i costi di produzione”.

“Si aggiungono anche le tempistiche dei pagamenti che avvengono anche dopo 8 o 10 mesi dalla raccolta - ricordano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Serve una vera e concreta aggregazione degli attori della filiera per rafforzarla e costruire un modello competitivo fondato su qualità, trasparenza e giusta remunerazione per le imprese agricole. Oggi più che mai il comparto frutticolo è oggi chiamato a misurarsi con una doppia sfida cruciale: sostenibilità e innovazione, condizioni di competitività e sopravvivenza economica”.

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