13 Giugno 2026
PREZZI: SERVE RAFFORZARE IL SISTEMA DEI CONTROLLI PER DIFENDERE SALUTE DEI CITTADINI E REDDITO AGRICOLTORI

Per difendere la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori occorre rafforzare il sistema dei controlli sulla filiera agroalimentare su tutto il sul territorio nazionale, introducendo strumenti innovativi come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, che dovrebbero essere riconosciuti come prove valide anche in sede giudiziaria.

Solo così si può fare piena luce su manovre illecite e speculazioni messe in atto da quei trafficanti che mettono a rischio il futuro dell’agricoltura italiana e i record del Made in Italy a tavola.

“Per contrastare le frodi occorre verificare con maggiore attenzione l’applicazione dei decreti sull’origine dei prodotti, individuando e sanzionando eventuali false dichiarazioni già perseguibili dalla legge Caselli contro l’agropirateria – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Accanto alla nuova normativa sui reati agroalimentari, resta centrale la battaglia per la trasparenza dell’origine dei prodotti. La sfida è modificare il codice doganale e cancellare per tutti gli alimenti la regola dell’ultima trasformazione sostanziale, introducendo l’obbligo di indicare chiaramente l’origine degli alimenti in tutta l’Unione europea. Chi acquista deve poter sapere con certezza da dove proviene il cibo che porta in tavola. Per questo abbiamo scritto e chiesto a tutti i 187 sindaci della provincia alessandrina di approvare una delibera comunale contro gli inganni sull'origine dei prodotti agricoli e già oltre 150 comuni hanno accolto la nostra proposta”.

La filiera agroalimentare parte dal lavoratore agricolo e arriva al consumatore, difenderla dalle pratiche sleali significa anche garantire il giusto prezzo lungo tutto il percorso.  Se i consumatori comprano prodotti a prezzi stracciati, e se settori deviati della GDO o dell’industria acquistano e vendono sottocosto, quel sottocosto qualcuno lo paga, e sono quasi sempre gli agricoltori e i lavoratori agricoli.

Emblematico il caso del grano duro, sceso in un anno da 0,34 a 0,29 euro al chilo, con una perdita stimata in circa 200 milioni di euro per gli agricoltori italiani. Nelle ultime ore, denuncia Coldiretti, commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo, un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori.

Nel 2025 sono arrivate in Italia 2,3 milioni di tonnellate di grano duro per la pasta, di cui 555mila dal Canada (+93%). Preoccupa l’uso del glifosato in fase di pre-raccolta, pratica vietata in Italia per i possibili rischi sulla salute, allarme rafforzato anche dalla ritrattazione di uno studio pubblicato su Regulatory Toxicology and Pharmacology per gravi criticità etiche.

“Per questo, particolare attenzione va riservata ai controlli nei porti e alle frontiere, dove arrivano merci che rischiano di essere successivamente commercializzate come italiane, aumentando la dotazione del personale delle forze dell’ordine da destinare a questa attività – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. Per rafforzare l’efficacia dell’attività di vigilanza è necessario rendere interoperabili le banche dati, a partire da quelle dell’Agenzia delle Dogane, e garantire alla Cabina di regia l’accesso trimestrale ai dati sulle importazioni per singolo settore merceologico. Allo stesso tempo va rafforzato l’organico dei reparti specializzati nella lotta alle frodi economiche e intensificate le verifiche sulle pratiche commerciali sleali, incrociando i dati sui prezzi con quelli della tracciabilità”.

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