3 Giugno 2026
Coldiretti Piemonte – cinghiali: abbattimenti insufficienti

Con l’arrivo del caldo estivo è fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare tutte le misure di prevenzione

Serve un netto cambio di passo rispetto al numero di abbattimenti dei cinghiali per tutelare le imprese agricole, gli allevamenti e l’intera filiera suinicola E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte ancor più alla luce dei nuovi casi di peste suina africana in Piemonte.

“Il problema riguarda sia i danni alle coltivazioni, che continuano a pesare sui bilanci delle aziende agricole, sia il rischio sanitario legato alla peste suina africana – evidenzia Bruno Mecca Cici vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia -. Si temeva, con l’arrivo del caldo, una recrudescenza del virus, ed i recenti fatti, purtroppo, lo confermano. Risulta, quindi, fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare tutte le misure di prevenzione e controllo. La diffusione incontrollata dei cinghiali resta infatti uno dei principali fattori di pressione sulla biosicurezza degli allevamenti e sulla tenuta economica di una filiera strategica per la nostra Regione”.

“Invece di aumentare il numero degli abbattimenti dei cinghiali, è stata invertita la rotta nello scorso anno. Infatti, si è arrivati a poco oltre i 27 mila abbattimenti, ma il numero da raggiungere è di 41 mila. Indispensabile, quindi, vi sia un maggior impegno da parte di tutti gli attori interessati, a partire dagli ATC e i CA che è essenziale facciano davvero la loro parte, consentendo di arrivare a numeri ben più elevati. A rischio c’è l’intera filiera suinicola piemontese che conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale, come il prosciutto di Parma e San Daniele. Oltretutto, i mercati sono sconvolti dalla guerra che sta provocando ingenti rincari, con l’esplosione dei costi di produzione, per cui è necessario monitorare, oggi più che mai, che non avvengano speculazioni lungo la filiera”, concludono Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, Presidente e Delegato confederale di Coldiretti Piemonte.

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