Una mediazione che consente quantomeno di mantenere una soglia accettabile per le imprese
Non retrocedere, per la prossima vendemmia, a 80 quintali/ettaro, ma mantenere le rese a 85 quintali ad ettaro è un passo in avanti. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte, nel commentare la decisione della parte industriale spinta verso questa direzione dopo il tavolo di confronto sulla DOCG Asti dello scorso giovedì 18 giugno presso la Regione Piemonte.
“Le nostre imprese vitivinicole stanno già affrontando un momento particolarmente delicato con i costi di produzione schizzati in alto ed una situazione di mercato complicata, per cui è necessario mantenere le rese a 85 quintali ad ettaro, come abbiamo fortemente sottolineato anche in occasione della riunione in Regione - sottolinea Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo -. Per le 3500 aziende la resa a 85 ql/ettaro è già un sacrificio per questo era necessario un cambio di rotta da parte dell’industria rispetto alla posizione iniziale”. “Auspichiamo che la parte industriale dimostri di continuare ad essere collaborativa anche nella formulazione dei prezzi riconosciuti agli imprenditori vitivinicoli - spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. L’obiettivo deve essere sempre la valorizzazione della DOCG Asti, rappresentativa dei nostri territori e di un patrimonio che non possiamo rischiare di perdere
