Dopo l’incontro convocato dall’Ente Risi nulla di nuovo sotto il sole cocente: crisi sempre più drammatica
“La parte industriale si è premurata di ricordare che solo il 2,5% del riso è attualmente veicolato attraverso i contratti di filiera – evidenzia Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo -. Questo ha confermato la necessità di implementare i contratti di coltivazione perché siamo sempre più convinti che questa sia una strada per uscire, nel tempo, dalle formule arcaiche che dominano le dinamiche di questo mercato. La situazione attuale è vergognosa con i prezzi di tutte le varietà del Made in Italy che fanno segnare riduzioni comprese tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Insostenibile lavorare così per le imprese agricole che devono sopportare costi di produzione elevati, dall’energia all’irrigazione, fino ai mezzi tecnici, con i concimi che hanno registrato aumenti fino al 70%”.
“Abbiamo già chiesto che tutti gli attori della filiera siano pronti a fare un cambio di passo per impostare nuove formule come i contratti di filiera a tutela del territorio e delle produzioni locali – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. La nostra confederazione ha scritto al Ministero per la convocazione del Tavolo nazionale di crisi ed un intervento urgente. A pesare sul mercato è anche il crescente squilibrio tra domanda e offerta, con l’industria risiera in fase di attesa con acquisti discontinui e una pressione sempre maggiore delle importazioni estere, che contribuiscono all’indebolimento generalizzato delle quotazioni. Il nodo centrale resta quello della reciprocità. Non è più tollerabile che venga importato riso che non tenga conto degli stessi standard di produzione che abbiamo in Europa. Fino a quando non avremo risposte certe sul futuro della risicoltura, non parteciperemo alla formulazione del listino prezzi della Borsa merci di Vercelli – aggiungono Brizzolari e Rivarossa -. Chiediamo infine una programmazione vera e realistica in termini di realizzazione di invasi, di infrastrutture idriche e della manutenzione delle reti esistenti. Basta temporeggiare: abbiamo bisogno di risposte certe e non di proclami perché non c’è più tempo da perdere”.
