Anche in provincia di Alessandria, come su tutto il territorio piemontese, manca l’acqua e in alcune zone, come la Val Borbera, a partire dal comune di Cabella, l’approvvigionamento è ridotto. Le falde si stanno esaurendo e la situazione da critica è diventata ormai emergenza.
Dal punto di vista agricolo, il perdurare della siccità sta mettendo a dura prova le colture, dal mais al vigneto: la carenza d'acqua prolungata causa stress idrico severo, crescita rallentata, rese drasticamente ridotte e impatti economici rilevanti per le aziende.
Gli agricoltori continuano a ricorrere all'irrigazione di soccorso dove possibile, ma le riserve idriche si stanno assottigliando rapidamente. Anche la portata dei fiumi è nettamente inferiore ai valori tipici stagionali.
“L’emergenza è tangibile e per questo vanno attivate tutte le possibili misure straordinarie per supportare le imprese agricole – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. A tal proposito, come Coldiretti Piemonte, è stata inviata una specifica lettera al governatore, Alberto Cirio e agli assessori all’Agricoltura e allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Paolo Bongioanni e Marco Gallo. Infatti, il perdurare di temperature superiori alla media e la sempre più crescente siccità stanno determinando una situazione generalizzata di marcata difficoltà e di concreto rischio di compromettere, sia in termini quantitativi, che qualitativi, le produzioni, con gli imprenditori che sono costretti a scelte drastiche di turnazione e selezione dei campi da mantenere attivi. Inoltre, abbiamo richiesto che possano essere mantenuti, in relazione alle diverse misure riconducibili alla politica agricola comune, gli aiuti destinati per le attività svolte in aree svantaggiate”. “Bene che la Regione abbia attivato lo stato d’emergenza, ma la situazione è talmente critica che necessita ogni ulteriore iniziativa per consentire di sostenere e supportare le nostre imprese – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. Diversi comparti sono a rischio in tutto il territorio alessandrino per cui è urgente arrivare al riconoscimento ministeriale dello stato di calamità naturale così da permettere la gestione, anche in deroga alle attuali disposizioni normative, dell’emergenza in atto. Servono provvedimenti utili a semplificare l’attivazione delle cause di forza maggiore e definire le procedure e le modalità attraverso cui effettuare la ricognizione dei danni subiti dalle aziende agricole. Come già più volte ribadito, è però necessario lavorare con una programmazione e pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua al fine di incrementare la capacità di stoccaggio e non arrivare sempre ad operare in emergenza”.
