In Piemonte 8 alunni su 10 mangiano nelle mense scolastiche: Coldiretti pronta a scendere in piazza per difendere bambini e famiglie contro le scelte dei tecnocrati
L'Europa dei tecnocrati non vieta il cibo ultraformulato nelle gare delle mense pubbliche, mettendo sotto attacco la salute delle persone, a partire dai bambini. Per questo Coldiretti è pronta a scendere in piazza per denunciare scelte folli, in palese contrasto con sempre più numerose evidenze scientifiche e mediche che hanno messo in luce tutti i terribili rischi, soprattutto per i più piccoli. Tra l'altro gli stessi medici hanno già lanciato l'allarme sul fatto che il sistema sanitario rischia il collasso se non si argina subito un fenomeno dilagante come questo. Ad affermarlo sono Coldiretti e Filiera Italia in occasione della pubblicazione da parte dell’esecutivo Ue dell'atteso Public Procurement Act, il regolamento che riscrive integralmente le regole sugli appalti pubblici. “In Piemonte 8 alunni su 10 mangiano nelle mense scolastiche, parliamo di oltre 200 mila alunni per cui produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è da sempre l’obiettivo dei nostri imprenditori agricoli – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Secondo gli ultimi studi esiste un collegamento, infatti, diretto tra i prodotti ultraformulati e ben 32 effetti avversi. Si tratta di un fenomeno pericolosissimo per combattere il quale è nata "Campagna Amica per la Salute", l'iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini per cui, in Piemonte, in 5 ospedali, il 10 luglio scorso, abbiamo organizzato mercati contadini, laboratori, convegni, distribuzione di prodotti freschi, sani e genuini. E’, quindi, assurdo come l’Europa faccia finta di niente o, ancora peggio, temiamo che voglia fermare le amministrazioni che stanno facendo scelte giuste. Ci aspettiamo ora che il Parlamento difenda concretamente la salute delle persone modificando radicalmente la proposta della Commissione”.
