Prosegue il progetto sperimentale per salvaguardare le eccellenze agroalimentari piemontesi
Prosegue proprio in queste settimane la distribuzione del nematode, l’organismo antagonista che combatte la Popillia, nell’area del canavese dove è stato lanciato il progetto pilota di lotta biologica per contrastare, in modo efficace e senza impatto ambientale, l’infestazione di Popillia japonica che flagella tutto il Piemonte, soprattutto la parte occidentale e settentrionale. Il progetto è partito proprio in questi giorni non per caso: settembre è il mese in cui le larve, nate in agosto dalla deposizione delle uova degli insetti adulti, sono nel massimo sviluppo e stanno per entrare nel letargo invernale. È quindi il momento di massima vulnerabilità.
Si tratta di un progetto sperimentale messo a punto da Coldiretti Piemonte con il supporto tecnico-scientifico del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, diretto dalla dottoressa Luisa Ricci, e con la regia della squadra di agronomi dell’Agenzia 4 A di Coldiretti Cuneo, dei tecnici di Coldiretti Torino, del Consorzio Agrario del Nord-Ovest, e del DISAFA dell’Università degli Studi di Torino. A finanziarlo è la Camera di Commercio di Torino e partner è il Consorzio di Tutela e valorizzazione dei vini DOCG Caluso, Carema e Canavese DOC poiché l’area del torinese più colpita è proprio quella del canavese.
“Tutti questi attori hanno messo a fattor comune la propria professionalità allo scopo di cercare di raggiungere l’obiettivo di contenere questo insetto che non risparmia nessuna coltura: vigne, frutteti, mais, ma anche i parchi e i giardini cittadini, oltre che ogni genere di pianta ornamentale che trova sui balconi dei condomini – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. E’ un sistema di lotta biologica che permette di salvaguardare l’ambiente e di ridurre, auspichiamo, concretamente l’impatto della Popillia sulle colture agrarie, sulle aree verdi e sui parchi cittadini. I nostri tecnici, insieme a quelli del Sevizio Fitosanitario Regionale, misureranno fin da subito i risultati, sicuramente il lavoro dovrà proseguire nel corso anche del prossimo anno con una progettualità’ più ampia e consistente, attraverso il coinvolgimento di più imprese agricole e più Enti che possano supportare economicamente la sperimentazione. Tutto questo a tutela delle produzioni di eccellenza del nostro Piemonte”.
