Valorizzare la razza bovina Piemontese e l’intera filiera anche a tavola. E’ questa la finalità della proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’Onorevole Enzo Amich.
L'incontro intitolato “La certificazione e l’origine delle carni bovine nel settore della ristorazione”, ha visto gli interventi dell’On. Enzo Amich, di Bruno Mecca Cici, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia, di Andrea Rabino, presidente Anaborapi e di Guido Groppo, presidente Coalvi.
“Avere l’etichettatura d’origine obbligatoria nella ristorazione significa far compiere al consumatore una scelta consapevole, garantire tracciabilità affinché la carne servita nel canale Ho.Re.Ca. venga obbligatoriamente identificata - spiega Bruno Mecca Cici, vice presidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla zootecnia -. Parliamo di una carne che vanta eccelse proprietà organolettiche: è altamente digeribile, magra ed è tra le razze storiche più famose. Ricordiamoci che la carne viene anche consumata nelle mense per cui dare garanzia di tracciabilità significa avere a cuore la salute dei più piccoli e delle famiglie. Come già più volte abbiamo ribadito, le ricerche scientifiche evidenziano l’importanza di una corretta alimentazione contro, invece, ai cibi ultraformulati causa di numerose patologie, tra cui obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari”.
“E’ necessario – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – rendere accessibili le informazioni sull’origine della carne anche nella ristorazione: solo così il valore della Piemontese e delle nostre produzioni può emergere ulteriormente. Dietro ad un piatto di carne di razza Piemontese c’è il lavoro dei nostri allevatori che preservano territori altrimenti disabitati e conservano la biodiversità. Raccontare tutto ciò in un piatto è fondamentale e rappresenta il vero valore aggiunto del patrimonio agroalimentare del Piemonte”.
