Risultato storico per i fiori eduli: riconosciuta l’iva al 4%
Altro risultato storico riguarda il comparto dei fiori eduli, che attendeva da tempo un riconoscimento della destinazione alimentare anche sul piano fiscale. Grazie al lavoro dell’area fiscale di Coldiretti nel confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate è stata riconosciuta l’applicazione dell’IVA al 4% alle cessioni di Begonia Semperflorens e Nasturzio Tropaeolum destinati al consumo a tavola. Il valore del chiarimento va oltre le due specie interessate: viene riconosciuto il principio della tassazione agevolata per questi fiori in quanto alimenti. Un passaggio che pone le basi per rendere più rapido il percorso di riconoscimento per le altre specie eduli, rispondendo a un’esigenza dell’intero comparto e sostenendo le imprese agricole che stanno diversificando la produzione.
Il florovivaismo piemontese conta numeri importanti: genera una produzione lorda vendibile di oltre 130 milioni di euro di cui con più di 1100 imprese diffuse sul territorio, una superficie complessiva di 1300 ettari, una produzione di piante ornamentali di oltre 10 milioni ed un totale di circa 3500 addetti.
“Ancora più alla luce di questi sconvolgimenti dei mercati, è più che mai necessario un sostegno alla competitività dei vivai, con investimenti in ricerca, tecnologie e formazione, e la difesa della filiera dall’impennata dei costi di produzione”, spiega Fabio Tofi, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore colture e tecnologie innovative.
“Servono, inoltre, un maggiore accesso ai mercati esteri, grazie ad accordi commerciali, procedure semplificate e attività di promozione, oltre a una maggiore attenzione alle esigenze specifiche del florovivaismo anche a livello europeo – concludono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Strategico anche il fronte dell’innovazione con la diffusione della digitalizzazione per razionalizzare l’uso di acqua, energia e gasolio, così come la messa in campo delle Tea, le nuove tecniche genomiche capaci di assicurare una maggiore resistenza delle piante agli effetti dei cambiamenti climatici”.
