16 Ottobre 2026
Coldiretti Piemonte – sos riso: serve dignità al comparto fondamentale per l’economia territoriale

Flash mob davanti alla Camera di Commercio a Vercelli: si apre così un periodo di mobilitazione per la difesa di tutti i comparti agricoli piemontesi

Crollo dei prezzi riconosciuti ai risicoltori, costi di produzione alle stelle, caro carburanti e aumento delle importazioni selvagge di riso straniero. Queste e molte altre le questioni del flash mob organizzato da Coldiretti Vercelli-Biella e Novara-Vco nella mattinata di venerdì 16 ottobre, davanti alla sede della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, a Vercelli, al quale, insieme ai presidenti di Coldiretti Vercelli-Biella e Novara-Vco, Roberto Guerrini e Fabio Tofi, ha preso parte il presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino.

“Definire i costi di produzione medi; realizzare contratti che tengano conto dei costi di produzione, delle tendenze mercato e delle varietà che il mercato richiede; definire un contratto tipo che non sia solo in linea con la legge contro le pratiche sleali per ciò che riguarda il pagamento, ma anche per quanto concerne il prezzo riconosciuto ai produttori. Questi, insieme ad altri, i principali punti – spiega Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – che abbiamo presentato alla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte che ci ha ricevuto in delegazione durante il flash mob.  Un contratto tipo deve sicuramente tenere conto delle caratteristiche qualitative del prodotto, ma ne deve tener conto anche in termini di premialità e non solo in termini di decurtazione dal prezzo base come attualmente accade. La risicoltura del nostro territorio rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: non possiamo permettere che rischi il tracollo”.

“Con questo flash mob si apre un periodo di mobilitazione che coinvolgerà tutti i comparti agricoli piemontesi – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Servono scelte immediate e non più rinviabili per ridare dignità al comparto e all’intera agricoltura piemontese: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, stop al caro carburante, controlli serrati sull’origine del prodotto, rivedere i principi che stabiliscono la rilevazione e le quotazioni del risone in fase di contrattazione della borsa merci. Ribadiamo, inoltre, la necessità di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà e di utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo per smascherare frodi e triangolazioni. Il riso rappresenta una produzione strategica per il Paese, per l’economia agricola e per la tutela di territori unici sotto il profilo ambientale, paesaggistico e produttivo”.

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