Nel mondo una persona su tre non può permettersi un pasto adeguato a causa degli effetti economici causati da guerre e cambiamenti climatici, facendo venir meno un fondamentale diritto dell’uomo, quello dell’accesso ad un cibo buono e sano. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra il 16 ottobre.
Nel suo ultimo rapporto sulle crisi alimentari la Fao ha evidenziato come circa il 56% della grave insicurezza alimentare acuta sia da imputare in modo diretto o indiretto a guerre, conflitti interni e crisi geopolitiche e un ulteriore 11% per gravi crisi economiche, spesso conseguenze di crisi politiche e conflitti, a fronte di un 33% causato da eventi climatici estremi.
“Mai come in quest’ultimo anno gli effetti combinati dei conflitti e degli stravolgimenti climatici stanno causando una tempesta perfetta che grava sul futuro di tutti e rischia di incidere profondamente sulla sovranità alimentare dei Paesi e sulla produzione agricola – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -, limitando l’accesso a prodotti sicuri di qualità e lasciando spazio alla diffusione di cibi ultraformulati o sintetici. Promuovere la cultura della corretta alimentazione con l’inserimento della frutta e della verdura tra i pasti della giornata e di alimenti sani, facendo attenzione alla stagionalità e alla provenienza, è invece la missione di Coldiretti e Campagna Amica che, con Fondazione Aletheia, hanno dato vita al progetto Campagna Amica per la Salute che ci ha visto impegnati, lo scorso luglio, all'interno di 5 ospedali in Piemonte e di 70 in tutta Italia, insieme ai medici, per portare prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati nella convinzione che investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese”.
