29 Giugno 2020
Coldiretti Piemonte – grano: puntare su nuovi accordi di filiera con agroindustria virtuosa

Al via la trebbiatura, calo della produzione per sconvolgimenti climatici  

Partita la trebbiatura del grano in Italia ed in Piemonte con cali della produzione fino al 20%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento all’ inizio della raccolta del frumento su quasi 1,8 milioni di ettari da sud a nord della Penisola. A colpire i campi pronti alla raccolta sono stati in particolare i cambiamenti climatici che hanno provocato prima uno slittamento delle semine a gennaio a causa delle piogge che hanno inzuppato i terreni rendendo impossibile il lavoro e poi la siccità e il caldo che stanno incidendo sulla quantità che scenderà sotto 6,7 miliardi di chili registrati invece lo scorso anno.

Il Piemonte è particolarmente vocato alla produzione di frumento tenero con una superficie di oltre 84 mila ettari e tra le province spiccano sicuramente quella di Alessandria con oltre 34 mila ettari di superficie e più di 2 milioni di quintali di produzione, di Torino con 19500 ettari e più di 1 milioni di quintali e di Cuneo con 17 mila ettari e 934 mila quintali.

“Durante il lockdown il trend è stato quello di cercare ed acquistare prodotti Made in Italy, anche sulla scia della campagna #MangiaItaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. Una svolta patriottica favorita anche dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta sotto il pressing delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale. Uno dei prodotti simbolo del Made in Piemonte è proprio il frumento tenero per cui stiamo lavorando alla valorizzazione, attraverso accordi di filiera che devono essere implementati nel breve periodo, affinché i prodotti da forno possano essere veramente prepararti con la farina Made in Piemonte per rispondere anche alle esigenze dei consumatori che sono sempre più attenti alla provenienza degli ingredienti. I progetti di filiera che, oltretutto, garantiscono ai produttori la giusta remunerazione, vanno proprio incontro ad  una prospettiva di lavoro pienamente coerente con le esigenze dei cittadini, sempre più sensibili ai temi della tracciabilità e della sicurezza alimentare pronti a premiare le filiere territoriali. Un’attenzione che l’agroindustria virtuosa auspichiamo ponga sempre di più dimostrando disponibilità ad attivare accordi che diano impulso all’economia alimentare piemontese”.