19 Giugno 2020
Coldiretti Piemonte – Maltempo: grandine continua crea danni ingenti alle colture made in Piemonte

Cereali, uva, ortaggi, frutta colpiti da questo giugno pazzo

Settimana disastrosa: ogni giorno grandine, bombe d’acqua e temporali. Da nord a sud del Piemonte, gli sconvolgimenti climatici stanno causando gravi danni alle colture Made in Piemonte. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte nel commentare il mese di giugno che, a livello nazionale, è stato segnato, fino ad ora, da 7 eventi estremi al giorno tra violenti nubifragi, grandine di grande dimensioni e bufere di vento, più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+124%), secondo elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (ESWD).

Ortaggi, frutteti, cereali, vigneti: in tutto il Piemonte si sta facendo la conta dei danni poiché, in certi casi, non sono bastati neanche gli impianti anti grandine a fermare la violenza dei temporali che, anzi, ha distrutto le reti, scoperchiato stalle e abbattuto alberi. Chicchi di grandine come palline, neanche la notte ha permesso che si sciogliessero, soprattutto nella provincia di Cuneo, Novara ed Alessandria nella zona di Acqui Terme.

“Purtroppo i danni variano, per certe colture, come ad esempio i campi di mais e le orticole, dall’80 al 100% con distruzione completa della vegetazione, così come per l’uva nell’alto novarese ed anche per il riso si stimano danni del 30% circa – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Ora il rischio è del rincaro dei prezzi al consumo nel carrello della spesa ed il nostro auspicio è quello che agli imprenditori possano venga riconosciuto un prezzo equo, in linea con la risalita dei prezzi dei prodotti agroalimentari che l’ISTAT registra sin dal mese di maggio, dalla frutta (+7,9%) alla verdura (+5,3%), dal latte (+3,5%) alla carne (+2,7%). In un momento di così grave difficoltà nelle nostre campagne è fondamentale fermare le speculazioni al ribasso nei campi e nelle stalle che sinora hanno generato insostenibili tagli ai compensi pagati agli agricoltori e agli allevatori, inferiori persino ai costi di produzione. Siamo, d‘altronde, di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici – concludono Moncalvo e Rivarossa - dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi”.