31 Ottobre 2017
COLDIRETTI PIEMONTE: 15 ANNI PER RICOSTRUIRE I BOSCHI BRUCIATI DAGLI INCENDI

 Superata l'emergenza ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all'ambiente, all'economia, al lavoro e al turismo. E' quanto stima Coldiretti in riferimento agli incendi che hanno colpito il Piemonte, in particolare le province di Torino e Cuneo.
"Ad alimentare tali incendi sono stati diversi fattori tra cui sicuramente il vento e la siccità, ma anche l'incuria e l'abbandono dei boschi divenuti così facili prsa dei piromani - commenta Gabriele Calliari presidente di Federforeste -.  Il fuoco divampa tra la vegetazione secca con pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità. Siamo di fronte – prosegue - all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale. Il patrimonio boschivo-forestale andrebbe, invece, valorizzato come risorsa economica capace di produrre valore aggiunto e bisognerebbe attivare azioni preventive che in Italia, purtroppo, mancano”.  
La presidente di Coldiretti Piemonte Delia Revelli, ed il Delegato Confederale, Bruno Rivarossa, sottolineano: “E’ indispensabile prevenire tali fenomeni per difendere i nostri boschi, polmoni verdi del Paese e non arrivare a situazioni d’emergenza, come questa. Le nostre imprese sono fondamentali per presidiare il territorio e stanno svolgendo una importante attività collaborando con i soccorritori, mettendo a disposizione i loro mezzi ed autobotti al fine di aiutare i volontari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di spegnimento. Al momento non è ancora possibile quantificare complessivamente i danni, ma sarà opportuno che le Istituzioni e gli enti preposti prevedano misure per sostenere l’agricoltura di montagna su cui sicuramente tali incendi graveranno”.

I DANNI DEGLI INCENDI
1)    Costo degli interventi per emergenza
2)    Perdita di biodiversità per danni alla fauna e alla flora con boschi di querce, di faggio, di castagno, di cerro ma anche funghi ed erbe aromatiche.
3)    Impedite nelle aree a fuoco tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a settembre decine di migliaia di appassionati.
4)    Difficoltà per turismo e agriturismo per calo delle presenze nelle aree coinvolte
Fonte: Elaborazioni Coldiretti

 

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