“Se fossi un politico, fonderei il partito dell’acqua che, secondo le simulazioni elaborate da Roberto Weber dell’istituto Ixè, raccoglierebbe il 10% dei consensi. Il tema dovrebbe primeggiare nei programmi elettorali, invece se ne parla troppo poco”. È quanto afferma il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, intervenuto all’International Water Summit organizzato da Anbi nell’ambito dell’EuroMediterranean Water Forum a Roma.
“Ancor più dopo questa estate così siccitosa, gli agricoltori, le imprese e i cittadini sono stufi della retorica dell’emergenza. Se non c’è acqua nei campi, non c’è cibo sugli scaffali. – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. L’acqua va raccolta quando c’è, per averla quando manca. Coldiretti è da sette anni che ha presentato progetti cantierabili per piccoli invasi multifunzionali a basso impatto paesaggistico, destinati all’irrigazione, alla produzione di energia e a contrastare siccità e inondazioni. Il Piemonte è ancora privo di una politica finalizzata a migliorare la capacità di stoccaggio dell’acqua e ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai. Non c’è più tempo da perdere, anzi occorre lavorare con una programmazione e una pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua”.
