“Con la Banca dati si compie un primo passo decisivo anche per arrivare alla validità in giudizio come prova di questi sistemi di controllo. In questo modo sarà possibile – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale - svelare la reale provenienza del prodotto agricolo utilizzato in filiere chiave, evitando che prodotto straniero diventi magicamente Made in Italy. Un passo fondamentale per fermare le vergognose manovre di quei trafficanti che vogliono uccidere la distintività e l’origine dei nostri prodotti. Contro questo scandalo inaccettabile siamo in mobilitazione permanente, come avvenuto con migliaia di agricoltori piemontesi al Brennero, per difendere la sovranità alimentare e, con essa, la salute degli italiani e il reddito degli agricoltori”.
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