17 Novembre 2020
Coldiretti Piemonte – commercio: agroalimentare si conferma traino economia

Per effetto dell’emergenza Covid nel 2020 crescono solo le esportazioni Made in Italy dell’agroalimentare e delle medicine mentre si registrano riduzioni in tutti gli altri settori. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi nove mesi del 2020. In controtendenza rispetto all’andamento generale l’agroalimentare fa registrare infatti un aumento del 2,9% secondo solo a quello dei prodotti farmaceutici con 8,6%. Al contrario degli altri settori simbolo del Made in Italy come il tessile (-20,1%) e i mezzi di trasporto (-16.1%) registrano cali a due cifre, le imprese del comparto agroalimentare mettono a segno invece un aumento diventando la prima ricchezza del Paese.

Secondo l’ISTAT il settore agroalimentare in Piemonte crea nel complesso circa 5 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 4,2% del totale regionale, risultando una delle branche economiche più rilevanti e dinamiche dell’economia piemontese, con un’elevata propensione all’export.

“L’agroalimentare può essere l’elemento di traino di un piano strategico di internazionalizzazione per far crescere la presenza del Made in Piemonte ed in Italy sui mercati stranieri – affermano  Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte  e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. In Piemonte annoveriamo eccellenze produttive dal riso al vino, dall’ortofrutta ai prodotti lattiero-caseari oltre a 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc che ci consentono di contribuire  al primo posto che il nostro Paese occupa, a livello comunitario, per numero di imprese e valore aggiunto. Le nostre imprese agricole che, nonostante le difficoltà non si sono mai fermate e continuano a produrre cibo, con il loro lavoro salvaguardano l’ambiente, creano occupazione, valorizzano la biodiversità. Vanno aiutate le imprese a superare questo difficile momento e va preparata la ripresa anche con la creazione di nuovi canali commerciali e una massiccia campagna di comunicazione superando l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando, in primo luogo, ad una regia nazionale attraverso un’agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo, valorizzando il ruolo strategico dell’ICE e con il sostegno delle ambasciate. Possiamo contare su una risorsa da primato mondiale ma dobbiamo investire per superare le fragilità presenti e difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali”.