A disposizione dell’agroindustria per rapidi approvvigionamenti
Con le tensioni in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz iniziano forti ripercussioni anche sui flussi commerciali ed è a rischio la sovranità alimentare europea. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte nel commentare lo scenario geopolitico che sta delineando una situazione di estrema gravità che incide direttamente, oltre che sulla sicurezza dei cittadini, sulla stabilità dei sistemi economici con l’aumento dei costi di produzione. “Questa situazione non deve diventare terreno fertile per le speculazioni a danno degli agricoltori. Sicuramente tra le prime problematiche emergono l’elevata dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di fattori produttivi essenziali, come fertilizzanti ed energia, ma anche ortofrutta e grano. Per questo ci mettiamo a disposizione dell’agroindustria con i nostri progetti di filiera, come quello di Gran Piemonte, nato con il Consorzio Agrario del Nord Ovest, che ad oggi ha visto aderireoltre mille aziende su tutto il territorio, per una superficie di 9800 ettari ed una produzione di 420 mila quintali, che consentono approvvigionamenti rapidi e di produzioni 100% made in Piemonte – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Una quota significativa del commercio mondiale di fertilizzanti transita da Hormuz e la situazione, già critica, rischia di aggravarsi con interruzioni delle forniture e ulteriori aumenti dei prezzi. Per l’ortofruttail problema è immediato: per le merci deperibili l’interruzione dei servizi marittimi verso i porti del Golfo apre uno scenario pesante. Per questo Coldiretti si è subito attivata affinché venga garantita, attraverso la diplomazia, la disponibilità di fertilizzanti e concimi, ma anche delle altre materie prime necessarie ed indispensabili per continuare a produrre e tutelare la filiera agroalimentare
