3 Agosto 2020
Coldiretti Piemonte – DL agosto: bonus salverebbe ristorazione da crack

#MangiaItaliano per sostenere la filiera agroalimentare e favorire il consumo di cibo 100% tricolore

La ristorazione italiana rischia un crack da 34 miliardi nel 2020 a causa della crisi economica, del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza coronavirus. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ipotesi di un bonus, anche come credito di imposta per l'acquisto di prodotti agroalimentari italiani al 100%, nel Dl Agosto del Governo.

“Si tratta di una misura importante – evidenziano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – per garantire un’immediata iniezione di liquidità nel sistema e favorire i pagamenti delle prime settimane di riapertura che deve sostenere gli esercizi pubblici di ristorazione per l’acquisto di prodotti agroalimentari Made in Piemonte, dal vino alla birra, dalla carne all’ortofrutta, ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”.

A causa della pandemia i consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa sono stimati in calo del 40% secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. Un duro colpo per l’economia nazionale con la spesa degli italiani per mangiare fuori casa prima dell’emergenza Coronavirus che era pari ad 1/3 del totale dei consumi alimentari nazionali. “A far calare le presenze oltre alla crisi economica e alla diffidenza tra gli italiani è soprattutto la mancanza del turismo dall’estero: in Piemonte i turisti arrivavano, soprattutto, dalla Germania, Benelux e Francia. Proprio per sostenere la filiera agroalimentare dal campo alla tavola, già nei mesi scorsi, durante il lockdown, Coldiretti si è impegnata nella mobilitazione #MangiaItaliano proprio per sostenere la filiera agroalimentare dal campo alla tavola e favorire il consumo di cibo 100% tricolore nei mercati, nei ristoranti, negli agriturismi con il coinvolgimento anche di alcune  industrie alimentari rappresentate in Filiera Italia”, concludono Moncalvo e Rivarossa.