4 Luglio 2020
Coldiretti Piemonte – DL rilancio: al via taglio costo del lavoro

Accolte le proposte di Coldiretti per salvare agricoltura

“Sono state accolte le nostre richieste per il taglio del costo del lavoro nei settori più colpiti dalla crisi provocata dall’emergenza Covid”, affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale nel commentare l’approvazione dell’emendamento al DL Rilancio che destina 426 milioni all'esonero, per i primi sei mesi 2020, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole ma anche ippicoltura, pesca e dell'acquacoltura.

“Un risultato importante – continuano Moncalvo e Rivarossa – al quale va aggiunta anche l'istituzione di un Fondo emergenziale di 90 milioni a supporto del settore zootecnico, il rifinanziamento con 30 milioni di euro dello strumento della cambiale agraria e la destinazione di  30 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo di solidarietà nazionale, per sostenere le imprese agricole danneggiate, oltre che dagli effetti del Covid 19, dagli attacchi della cimice asiatica che sappiamo in Piemonte ha fatto danni per   180 milioni di euro coinvolgendo un totale di 13500 imprese. Con l’emergenza sanitaria i comparti maggiormente colpiti nelle nostra regione sono stati sicuramente quello florovivaistico, quello vitivinicolo che ha avuto perdite fino all’80% e quello agrituristico che ha registrato anche punte del 100%. Per far fronte a questa situazione, Coldiretti aveva redatto e presentato al Governo e a tutte le forze politiche il “piano Marshall” per l’agricoltura italiana che, proprio durante il Coronavirus, nonostante le difficoltà, non si è mai fermata e, anzi, ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo con la necessità di difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento alimentare in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali”.