L'italian sounding fatto in Italia attraverso l'inganno dell'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale costa 2 miliardi ai nostri agricoltori e si aggiunge ai 40 miliardi di italian sounding made in Usa. Oltre che una perdita in termini di opportunità di export negli Stati Uniti, si pone un grave problema sulla tutela della salute dei cittadini.
E’ quanto emerge da un'analisi di Coldiretti diffusa in occasione del Summer Fancy Food di New York dove è presente la presidente di Coldiretti Piemonte e membro di giunta nazionale, Cristina Brizzolari.
“Dai formaggi ai salumi, dall’olio al vino: tantissimi i prodotti taroccati dalla sempre più fiorente industria statunitense del falso, dalla quale escono ogni anno prodotti per un valore stimato in 40 miliardi di euro – fanno notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Basti pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, e tra questi c’è anche il Gorgonzola, tipico del Piemonte che, nell’ultimo anno, ne ha prodotto 40 mila tonnellate, circa il 50% della produzione nazionale. Il fenomeno non riguarda però soltanto i formaggi. Anche nel comparto dei salumi proliferano le imitazioni e non meno rilevante è il caso del vino, dove vengono commercializzati kit e preparati che consentono di riprodurre artificialmente alcune delle più celebri denominazioni italiane attraverso l'utilizzo di polveri e aromi, come il Barolo. Proprio per combattere questi fenomeni è stato importante il sì della Camera alla Legge Caselli che segna una svolta decisiva nella tutela delle eccellenze di una filiera agroalimentare che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop Economy la sua espressione più avanzata. Un passaggio coerente con la storica battaglia della nostra Organizzazione per rendere obbligatoria l’origine su tutti i prodotti europei e smascherare quei casi di italian sounding”.
