9 Ottobre 2026
Coldiretti Piemonte – florovivaismo: importante aprire nuovi mercati viste le difficoltà causate da guerre e tensioni geopolitiche

Risultato storico per i fiori eduli: riconosciuta l’iva al 4%

L’export di piante e fiori italiani ha fatto segnare nel 2025 il suo record storico, arrivando a sfiorare il valore di 1,3 miliardi di euro ma ora servono misure efficaci per sostenere lo sforzo delle aziende tricolori dal punto di vista dell’internazionalizzazione, aprendo a nuovi mercati, in un momento in cui le rotte tradizionali scontano le difficoltà legate alle guerre e alle tensioni geopolitiche. E’ uno dei messaggi lanciati al IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti, al Parco della Musica Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio. Nel corso dei lavori è stato firmato il Protocollo di Intesa tra Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, Filiera Agricola Italiana S.p.A. e Aicg – Associazione Italiana Centri di Giardinaggio. Un accordo che segna una svolta decisiva per l'intero comparto, creando un'alleanza diretta e strutturata tra il mondo della produzione agricola e la principale rete distributiva e d'acquisto dei Centro di Giardinaggio italiani.

Altro risultato storico riguarda il comparto dei fiori eduli, che attendeva da tempo un riconoscimento della destinazione alimentare anche sul piano fiscale. Grazie al lavoro dell’area fiscale di Coldiretti nel confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate è stata riconosciuta l’applicazione dell’IVA al 4% alle cessioni di Begonia Semperflorens e Nasturzio Tropaeolum destinati al consumo a tavola. Il valore del chiarimento va oltre le due specie interessate: viene riconosciuto il principio della tassazione agevolata per questi fiori in quanto alimenti. Un passaggio che pone le basi per rendere più rapido il percorso di riconoscimento per le altre specie eduli, rispondendo a un’esigenza dell’intero comparto e sostenendo le imprese agricole che stanno diversificando la produzione.

Il florovivaismo piemontese conta numeri importanti: genera una produzione lorda vendibile di oltre 130 milioni di euro di cui con più di 1100 imprese diffuse sul territorio, una superficie complessiva di 1300 ettari, una produzione di piante ornamentali di oltre 10 milioni ed un totale di circa 3500 addetti.

“Ancora più alla luce di questi sconvolgimenti dei mercati, è più che mai necessario un sostegno alla competitività dei vivai, con investimenti in ricerca, tecnologie e formazione, e la difesa della filiera dall’impennata dei costi di produzione”, spiega Fabio Tofi, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore colture e tecnologie innovative.

“Servono, inoltre, un maggiore accesso ai mercati esteri, grazie ad accordi commerciali, procedure semplificate e attività di promozione, oltre a una maggiore attenzione alle esigenze specifiche del florovivaismo anche a livello europeo – concludono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -.  Strategico anche il fronte dell’innovazione con la diffusione della digitalizzazione per razionalizzare l’uso di acqua, energia e gasolio, così come la messa in campo delle Tea, le nuove tecniche genomiche capaci di assicurare una maggiore resistenza delle piante agli effetti dei cambiamenti climatici”.

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