“Un provvedimento atteso da anni dalle nostre imprese, che interviene in modo sistemico su un comparto strategico per il nostro territorio, chiarendo il perimetro dell’attività florovivaistica, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla manutenzione del verde, e valorizzando tutte le componenti della filiera – spiega Fabio Tofi, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore colture e tecnologie innovative -. Il testo, approvato in via preliminare, rappresenta una base su cui lavorare, il successivo passaggio parlamentare potrà infatti indicare al Governo eventuali modifiche utili a rendere il decreto ancora più aderente alle esigenze delle imprese”.
Il florovivaismo piemontese conta numeri importanti: genera una produzione lorda vendibile di oltre 130 milioni di euro di cui con più di 1100 imprese diffuse sul territorio, una superficie complessiva di 1300 ettari, una produzione di piante ornamentali di oltre 10 milioni ed un totale di circa 3500 addetti.
“Sicuramente parliamo di un comparto che negli ultimi mesi è stato anche tra i più esposti alle tensioni internazionali. La guerra in Iran ha determinato un forte aumento dei costi di produzione, a partire da fertilizzanti, gasolio e materie plastiche, oltre a causare ritardi nelle rotte di navigazione che incidono in modo significativo su prodotti altamente deperibili come quelli florovivaistici- fanno notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Ora è fondamentale garantire coerenza nel percorso parlamentare, mantenendo l’impianto del provvedimento e rafforzandone l’efficacia. Il settore ha bisogno di strumenti stabili e di una visione di lungo periodo. In questo senso sarà importante accompagnare la riforma anche con adeguate misure di sostegno, per tradurre le opportunità normative in crescita reale per le imprese, anche alla luce delle difficoltà legate all’aumento dei costi e alle tensioni sui mercati internazionali”.
