Con il solo servizio di impollinazione portato avanti nei campi dalle api e dagli altri insetti che viene stimato in Italia in 3 miliardi di euro occorre salvaguardare un settore importante per l’economia, per l’ambiente e per la salute che conta oltre 1,5 milioni di arnie curate dai circa 77mila apicoltori nazionali. E’ l’appello lanciato da Coldiretti, sulla base di dati Ispra e Bdn, in occasione della Giornata mondiale delle Api, istituita dall’Onu, che si celebra il 20 maggio.
In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. La situazione delle api nostrane rappresenta dunque un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà, che possono essere anticipate osservando attentamente la vita di questi insetti.
Il comparto apistico rappresenta un tassello importante per il Piemonte che continua a collocarsi al primo posto tra le Regioni per numero di produttori e produzione, pur subendo le criticità che hanno investito il settore a livello nazionale. Secondo l’elaborazione del Centro Studi Divulga su dati Unioncamere in Piemonte sono state rilevate circa 6.125 aziende e oltre 195 mila alveari.
“A pesare sul futuro del settore resta però la concorrenza sleale dall’estero. Nel 2025 sono arrivati oltre 26 milioni di chili di prodotto straniero (+18% rispetto all’anno precedente), di cui oltre ¼ di provenienza Extra Ue, spesso di bassa qualità e a prezzi stracciati, che esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano, mettendo in difficoltà i produttori nazionali, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat – fanno notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. A ciò si aggiungono i problemi legati ai cambiamenti climatici. Un aiuto importante per gli apicoltori italiani è rappresentato dall’etichetta d’origine obbligatoria, fortemente voluta da Coldiretti e rafforzata dalla Direttiva Breakfast varata dall’Unione Europea. Non ci dobbiamo mai dimenticare che acquistando il miele direttamente dagli apicoltori si sostiene il presidio dei territori e la presenza, quella delle api, di una sentinella vitale in tema di qualità dell’ambiente e della biodiversità. Per questo ai consumatori ricordiamo di leggere con attenzione l’etichetta, poiché l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, e di privilegiare gli acquisti presso i punti di vendita diretta in azienda o nei mercati Campagna
