19 Maggio 2020
Coldiretti Piemonte – latte: inaccettabili strumentalizzazioni lungo la filiera

Troppe importazioni dall’estero: l’agroindustria valorizzi il Made in Piemonte

“Finalmente, a seguito delle nostre costanti richieste, sono stati resi pubblici i dati delle importazioni di latte e alla luce di quanto è emerso dall’analisi sono ancor più inaccettabili le distorsioni sui prezzi, lungo la filiera, messe in atto dall’agroindustria e dai caseifici piemontesi”, commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale a seguito del tavolo latte riunitosi in videoconferenza con la Regione.

Il Piemonte è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte con 10 milioni di quintali annui, circa 2000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e 51 specialità di formaggi. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere, crema di latte e…avvengono soprattutto dal Belgio, Germania, Francia ed Olanda ed arrivano, trasformando tutti i dati in quintali di latte equivalente, ad essere pari a circa il 50% della produzione piemontese.

“In un momento di crisi, come quello che si è venuto a creare per l’emergenza sanitaria, non è certo stato un atto responsabile quello messo in atto da una parte dell’agroindustria piemontese che, invece di valorizzare le nostre produzioni e rivolgersi ai caseifici del territorio, ha continuato ad importare dall’estero. Per questo riteniamo che tali aziende agroindustriali non vadano incluse in eventuali aiuti regionali destinati alla filiera lattiero-casearia. I nostri allevatori – concludono Moncalvo e Rivarossa – hanno garantito, anche durante questa fase così delicata, ai consumatori il cibo a tutela del #MangiaItaliano e ora i loro sforzi non possono essere vanificati e non giustamente remunerati da azioni irresponsabili e scorrette da parte di determinate agroindustrie che non credono nel valore della filiera Made in Piemonte. E’ urgente, quindi, che l’assessore Protopapa prenda una posizione netta verso quei caseifici che hanno abbassato il prezzo del latte immotivatamente ai produttori, venendo meno a quel patto che proprio l’assessore stesso aveva lanciato, su nostra sollecitazione, tra gli attori della filiera e che avrebbe dovuto garantire per almeno tre mesi, da aprile a giugno, le stesse condizioni economiche della scorsa stagione”.