11 Maggio 2020
Coldiretti Piemonte – Latte: inacettabili ulteriori ribassi dei prezzi riconosciuti agli allevatori

La Regione renda pubblici i dati delle importazioni dall’estero 

“E’ inaccettabile quanto ancora stanno facendo alcuni caseifici che stanno abbassando il prezzo del latte riconosciuto ai nostri allevatori – sostengono Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Durante questa fase di emergenza sanitaria, già nel mese di marzo, si era verificata questa condizione che ha gravato, oltre alle difficoltà oggettive del periodo, sulle imprese”.

E’ stato sotto gli occhi tutti quanto il comparto alimentare sia stato letteralmente preso d’assalto per paura di rimanere senza cibo, soprattutto all’inizio della pandemia, e tra i vari prodotti venduti rientrano anche quelli lattiero-caseari. Il Piemonte è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte con 10 milioni di quintali annui, circa 2000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e 51 specialità di formaggi.

“Sta venendo meno – denunciano Moncalvo e Rivarossa – quel patto tra gli attori della filiera latte che avrebbe dovuto garantire per almeno tre mesi, da aprile a giugno, le stesse condizioni economiche della scorsa stagione. Chiediamo, inoltre, che la Regione, mantenendo l’impegno che proprio l’assessore Protopapa aveva assunto durante l’ultimo Tavolo sulla questione latte del 31 marzo scorso, renda pubblici i dati che ha ottenuto delle importazioni dall’estero e convochi nuovamente le parti per un’analisi approfondita. Continuiamo a ribadire che serve, oggi più che mai, un atto di responsabilità da parte di tutti gli attori della filiera per mettere in pratica ancora di più un’azione concreta a sostegno e a difesa di tutto il comparto lattiero-caseario piemontese. Coldiretti – concludono – ha fin da subito attivato, contro qualsiasi speculazione, una casella di posta sos.speculatoricoronavirus@coldiretti.it dove raccogliere le segnalazioni sulla base delle quali agire anche a livello giudiziario e per questo continuiamo a monitorare la situazione”.