Un flagello per tutto il Piemonte, a rischio le nostre produzioni di eccellenza
Vigne, frutteti, mais: la Popillia japonica non risparmia nessuno, anzi attacca anche i parchi e i giardini cittadini, oltre che ogni genere di pianta ornamentale che trova sui balconi dei condomini. Un flagello per tutto il Piemonte, soprattutto per la parte occidentale e settentrionale: da Novara e Vercelli a Torino, fino ad Alessandria.
Per far fronte a questa situazione Coldiretti lancia, nella provincia di Torino, un progetto pilota di lotta biologica per contrastare, in modo efficace e senza impatto ambientale, l’infestazione di Popillia japonica. A finanziarlo è la Camera di Commercio di Torino e partner è il Consorzio di Tutela e valorizzazione dei vini DOCG Caluso, Carema e Canavese DOC poiché l’area del torinese più colpita è proprio quella del canavese. Si svolge su 77,5 ettari per un totale di oltre 193 miliardi e 750 milioni di nematodi distribuiti nei terreni contaminati.
“Da anni siamo impegnati nella lotta alla Popillia: già dal 2022, col settore fitosanitario della Regione e il DISAFA dell’Università degli Studi di Torino, abbiamo organizzato delle formazioni, programmato il contenimento con le trappole, incontrato i soci ed abbiamo studiato soluzioni con l’utilizzo delle reti antinsetto – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Diverse sono state, poi, le specifiche misure fitosanitarie di prevenzione e di lotta per evitare la continua diffusione, ma i cambiamenti climatici hanno portato in Italia una vera e propria invasione di insetti e parassiti provenienti da altri Continenti. Auspichiamo, ora, che questo progetto pilota possa trovare una soluzione a sostegno dell’economia agricola, ma anche di tutta la comunità. A rischio c’è la sopravvivenza delle nostre imprese e delle produzioni di eccellenza del Piemonte”.
