4 Novembre 2022
Coldiretti Piemonte -Pac 2023/2027: 3 mila collegati al webinar di approfondimento sui pagamenti diretti

Boom di collegamenti, arrivati a 3 mila, al webinar “Piano strategico Pac 2023/2027: approfondimenti sui pagamenti diretti”, organizzato congiuntamente da Coldiretti Piemonte, Coldiretti Liguria e Coldiretti Valle d’Aosta per indagare una tematica di grande interesse per il mondo agricolo e al centro di alcune significative novità, in cui è intervenuto il prof. Felice Adinolfi, ordinario del Dipartimento di Scienze Mediche veterinarie dell’Università di Bologna e direttore del Centro Studi Divulga. A moderare l’incontro il delegato confederale, Bruno Rivarossa che, in apertura, ha dato la parola ai presidenti delle federazioni regionali per i loro interventi, Roberto Moncalvo di Coldiretti Piemonte, Gianluca Boeri di Coldiretti Liguria e Alessio Nicoletta di Coldiretti Valle d’Aosta.

La competitività delle aziende agricole, la salvaguardia dell’ambiente, la conservazione di paesaggi e biodiversità, il sostegno al ricambio generazionale. Questi gli obiettivi principali della Pac 2023/2027 che, ormai, è stata definita per un buon 90%, mancano solo pochissimi passaggi alla conclusione, come ha fatto presente il prof. Adinolfi nel suo discorso. La nuova Pac introduce alcune novità, in particolare un sistema di 5 pagamenti: pagamento base, ecoschemi, ridistributivo, giovani agricoltori e sostegno accoppiato. Le risorse finanziarie sono le stesse della Pac precedente (7,3 miliardi annui per l'Italia), ma ci sono agricoltori che avranno un aumento dei pagamenti ed altri agricoltori che avranno una diminuzione, perché la nuova Pac è più selettiva.

“Questa è una Pac necessaria, ma non sufficiente poiché le sfide vanno ben oltre le risorse a disposizione – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La struttura di base di questa Pac è nata già prima degli ultimi avvenimenti che stanno sconvolgendo i mercati, dalla pandemia fino alla guerra in Ucraina, e anche prima di alcune decisioni strategiche di Bruxelles su Green Deal e Farm to Fork. Le modifiche apportate non sono sufficienti ad affrontare le grandi sfide in atto, comunque è uno strumento quanto mai necessario per garantire la sopravvivenza ed il futuro delle nostre imprese. L’agricoltura ha bisogno di essere messa al centro come è necessario riconoscere ulteriormente l’importante ruolo che svolgono le aziende agricole verso l’ambiente per questo non devono subentrare derive e meccanismi fuorvianti, bensì va consolidato, in termini economici, il lavoro dei nostri imprenditori”.

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