3 Settembre 2020
Coldiretti Piemonte – razza bovina piemontese: inaccettabili speculazioni per il fiore all’occhiello della carne made in Piemonte

Carne di razza bovina Piemontese: la situazione è critica per gli allevatori piemontesi. Pagata a prezzi troppo bassi e capi non più ritirati. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Piemonte per denunciare quanto sta avvenendo nel comparto.

“Stiamo parlando della razza storica più famosa: il Piemonte detiene il primato italiano nella valorizzazione delle carni da razze storiche italiane e la zootecnia riveste un ruolo di grande importanza per il tessuto economico regionale –  evidenziano Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale -. La Piemontese, infatti, con oltre 315 mila capi ed un fatturato che arriva a 500 milioni di Euro capi, rappresenta la principale razza da carne, oltre ad essere la prima razza autoctona a livello nazionale per numero di capi allevati, raggiungendo il 50% del patrimonio delle razze autoctone italiane da carne. Non è ammissibile questa situazione che, sicuramente deriva anche da un periodo difficile causato dalla pandemia che ha messo in crisi questo ed altri settori dell’agricoltura piemontese, ma che è frutto di una speculazione inaccettabile da parte dei macelli e dalla Gdo. Proprio quest’ultima dice di voler valorizzare il prodotto italiano, ma nei fatti, ancora troppo spesso, si trova sugli scaffali carne straniera di capi nati ed allevati in altri Paesi. Motivo per cui – proseguono Moncalvo e Rivarossa – è fondamentale che i consumatori, per compiere una vera scelta consapevole, leggano attentamente l’etichetta dei prodotti che acquistano da portare in tavola. Non possiamo dimenticare - concludono - che si tratta di una razza che ha ottenuto l’Igp per il Vitellone Piemontese dalla Coscia e che testimonia una tradizione alimentare unica, oltre a tutelare un grande patrimonio dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia per cui è necessario valorizzarla e tutta la filiera deve rendersi conto che rappresenta un vero fiore all’occhiello per la nostra regione”.