Abbiamo chiesto un fondo per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, verifiche innovative per certificare l’origine e un nuovo aiuto per contratti di filiera
“La campagna commerciale 2025-2026, non ancora conclusa, ha visto arrivare in Italia oltre 190 milioni di chili di riso straniero, con quattro confezioni importate su cinque provenienti dall'Asia, alimentando un eccesso di offerta - evidenzia Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo - che ha fatto precipitare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai nostri produttori proprio mentre le campagne devono fare i conti con caldo e scarsità d'acqua, con perdite produttive che in alcune aree potrebbero superare il 30%. A preoccupare è anche il negoziato per l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Thailandia, che rischia di aprire ulteriormente il mercato comunitario a uno dei maggiori esportatori mondiali di riso, con effetti pesanti sulla competitività”.
“Abbiamo chiesto un bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, rafforzando al tempo stesso il reddito dei produttori, controlli più severi per certificare l’origine e impedire truffe ai cittadini, anche con strumenti innovativi, come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, e un fondo dedicato ai contratti di filiera nell'ambito del Fondo Sovranità alimentare - evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il pacchetto deve prevedere anche risorse regionali per sostenere le imprese, lo stop alle importazioni selvagge con l’applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi extra Ue, un piano nazionale degli invasi per affrontare le emergenze idriche, investimenti nella ricerca e nelle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) e il rafforzamento del sostegno al riso nella futura Pac, premiando le aziende che investono in qualità, innovazione e sostenibilità”.
