8 Settembre 2022
Coldiretti Piemonte – Sana Bologna: è boom biologico con 2,2 milioni di ettari in Italia

Costituire filiere bio interamente italiane 

Con la crisi energetica è boom per l’agricoltura biologica che consente di tagliare di un terzo i consumi energetici attraverso l’utilizzo di tecniche meno intensive, le filiere corte e la rinuncia ai concimi chimici di sintesi prodotti con l’uso di gas, tanto che i terreni coltivati a bio in Italia hanno raggiunto quasi 2,2 milioni di ettari in Italia, il massimo di sempre. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Sana di Bologna,.

Allo stand di Coldiretti Bio (Padiglione, 30 Stand C/21), tra le esperienze innovative dei giovani agricoltori, c’è quella di Andrea Allasia, giovane allevatore dell’azienda piemontese Agriturismo Cascina San Nazario di Bibiana, in provincia di Torino. Nella vetrina virtuale la sua esperienza volta a valorizzare la carne bovina biologica di Razza Piemontese che trasforma e vende nell’agrimacelleria e nell’agriturismo aziendali.

“In Piemonte sono oltre 50 mila gli ettari ad oggi coltivati con metodo biologico e le produzioni riguardano soprattutto colture da foraggio, prati, cereali, frutta e vite. Molto richiesto a livello internazionale è il vino biologico piemontese. Sono oltre 3 mila gli operatori certificati biologici tra produttori, trasformatori ed importatori. Nello scorso febbraio è nata Coldiretti Bio, la task force di aziende ed esperti per un settore che, a livello nazionale, vale 7,5 miliardi di euro tra consumi interni ed export. E’ stata sancita, così, l’attenzione che Coldiretti ha sempre dimostrato nei confronti di un'agricoltura in linea con gli indirizzi europei di sostenibilità e complementare all'agricoltura tradizionale del nostro Paese”, afferma Mauro Musso, componente del Cda di Coldiretti Bio e presidente di Terramica.

“E’ chiara la necessità di costruire filiere biologiche interamente italiane e di riuscire a comunicare, anche nelle etichette del prodotto biologico, l’origine made in Italy della materia prima agricola, come peraltro previsto nella Legge 23 sull’agricoltura biologica, approvata quest’anno in Parlamento e della quale si è in attesa della piena applicazione – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Tante le esperienze virtuose: si va dall’uso di sostanze naturali e 100% Made in Italy per concimare i terreni e sostituire i fertilizzanti dall’estero, rincarati anche del 170% con un effetto valanga sulla spesa delle famiglie, al riutilizzo degli scarti di produzione (foglie, gusci, paglia, ecc.) per garantire energia pulita, fino al potenziamento delle filiere corte con la vendita diretta che abbatte i trasporti. In questo modo si riesce a ridurre i consumi di energia in media del 30% rispetto all’agricoltura tradizionale, ma in alcuni caso, come ad esempio per le mele, si arriva addirittura al -45%. Grazie, infatti, anche al primato nel biologico l’agricoltura italiana è oggi la più green d’Europa con un ruolo da protagonista per la crescita sostenibile del Paese oltre ad essere un settore con ampie opportunità di crescita economica ed occupazionale”.

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