“Per contrastare le frodi occorre verificare con maggiore attenzione l’applicazione dei decreti sull’origine dei prodotti, individuando e sanzionando eventuali false dichiarazioni già perseguibili dalla legge Caselli contro l’agropirateria. Accanto alla nuova normativa sui reati agroalimentari, resta centrale la battaglia per la trasparenza dell’origine dei prodotti. La sfida è modificare il codice doganale e cancellare per tutti gli alimenti la regola dell’ultima trasformazione sostanziale, introducendo l’obbligo di indicare chiaramente l’origine degli alimenti in tutta l’Unione europea. Chi acquista deve poter sapere con certezza da dove proviene il cibo che porta in tavola - affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Per questo, particolare attenzione va riservata ai controlli nei porti e alle frontiere, dove arrivano merci che rischiano di essere successivamente commercializzate come italiane, aumentando la dotazione del personale delle forze dell’ordine da destinare a questa attività”.
