Inaccettabile dimezzare le risorse proprio mentre Bruxelles chiede alle imprese di conquistare nuovi mercati
C’è una forte preoccupazione per l'ipotesi di un taglio dei fondi da 205 a 112 milioni di euro, una scelta ritenuta in aperta contraddizione con gli obiettivi annunciati dalla stessa Commissione europea di rafforzare la competitività del settore agroalimentare e sostenere la presenza delle produzioni europee sui mercati internazionali.
"La promozione agroalimentare non è una voce di spesa da comprimere - evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -, ma un investimento strategico per sostenere il reddito delle imprese agricole e dell'intera filiera, rafforzare il sistema delle Indicazioni Geografiche e difendere la leadership del Made in Europe sui mercati internazionali. In una fase caratterizzata da crescenti tensioni geopolitiche, dall'aumento delle barriere commerciali e da una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, ridurre le risorse destinate alla promozione significherebbe privare le imprese europee di uno degli strumenti più efficaci per conquistare nuovi sbocchi commerciali e creare valore lungo tutta la filiera.
Per questo si chiede alla Commissione europea di rivedere la proposta e di presentare un Programma di lavoro 2027 coerente con gli impegni assunti a favore della competitività dell'agricoltura europea. Alle dichiarazioni sulla centralità del settore primario devono corrispondere scelte di bilancio coerenti e strumenti adeguati a sostenere le imprese in una competizione globale sempre più difficile”.
