16 Dicembre 2019
Coldiretti Piemonte:1,1 milione di firme per garantire origine in etichetta

Il Green New Deal inizia dalla trasparenza a tavola

Sotto la spinta di 1,1 milioni di firme raccolte in sette paesi europei, l’etichetta di origine degli alimenti, per impedire di spacciare come Made in Italy quelli ottenuti da prodotti stranieri, è all’ordine del giorno del Consiglio Agricolo Ue di oggi, lunedì 16 dicembre e di domani, martedì 17. Lo rende noto Coldiretti che ha promosso con successo insieme ad altre organizzazioni europee l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) “Eat original! Unmask your food” per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti.

Si tratta di un risultato storico per una petizione che ha avuto il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica.

“Il documento in discussione oggi in Consiglio ha avuto già il sostegno di Italia, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna che, per rispondere alle aspettative dei consumatori, chiedono una normativa europea stringente sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti in etichetta – spiegano il presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -. Si chiede in particolare che questo obiettivo possa divenire parte integrante della strategia "farm to fork" del Green New Deal proposto dalla Commissione Europea alla quale si propone di formulare una proposta poiché le norme che entreranno in vigore nell’aprile 2020 non permetteranno un’informazione obbligatoria e completa al consumatore. Nella nostra regione abbiamo raccolto oltre 100 mila firme per salvaguardare le produzioni Made in Piemonte che, grazie all’etichettatura d’origine, potranno essere ulteriormente valorizzate e scelte consapevolmente dai consumatori che cercano freschezza e qualità”.
Grazie al pressing della Coldiretti è in vigore in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.