29 Gennaio 2015
ETICHETTATURA DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI: SUL SITO DEL MIPAAF LA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Le frodi alimentari sono aumentate negli ultimi 5 anni del 150 per cento. Basti pensare al kit per produrre Barolo in Canada, alla falsificazione del Parmigiano Reggiano, al salame Veneto prodotto in Canada, al pandoro argentino o, in generale, a tutti i prodotti semilavorati di produzione estera e spacciati per italiani.  Il timore aumenta anche in vista di Expo 2015, come dimostra il III Rapporto Agromafie, elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, che lancia l’allarme sul rischio di un effetto boomerang sul Made in Italy. A preoccupare è l’invasione di migliaia di tonnellate di cibo che, sottoposto a sofisticazioni e contraffazioni, verrà venduto come tipico italiano, per un valore che potrebbe superare i 60 miliardi di euro.
“In questo scenario più che mai, quindi, l’etichettatura costituisce uno strumento di trasparenza indispensabile nei confronti dei consumatori - afferma il direttore di Coldiretti Piemonte, Antonio De Concilio – Continuiamo, quindi, a portare avanti le nostre battaglie affinché i reati in campo alimentare vengano individuati e puniti anche con sanzioni più efficaci. Di mezzo c’è la salute e la sopravvivenza delle nostre aziende”.
D’altronde l’attenzione sulla provenienza dei prodotti, sul luogo in cui sono stati lavorati e confezionati e sull’origine delle materie interessa oltre il 70% della popolazione  che ogni giorno fa la spesa e cucina il cibo da mettere in tavola. Come emerge, infatti, dall’indagine Coldiretti, sulla base dei dati Ixé, a preoccupare 1 italiano su cinque sono soprattutto i cibi low cost, preparati con ingredienti di minor qualità o metodi di produzione alternativi che possono mascherare vere e proprie illegalità. In questo senso, un passo avanti lo si è mosso con le nuove regole sull’etichettatura, entrate in vigore lo scorso 13 dicembre. Solo per citare alcune novità, ora le etichette devono essere più chiare e leggibili, deve esserci l’indirizzo del responsabile dell’alimento, devono essere messe in risalto le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze, la scadenza va ripetuta anche sulle monoporzioni, deve essere esplicitata la provenienza delle carni suine, ovi-caprine e di pollame.
Un altro passo, però, lo può fare ogni singolo consumatore compilando il questionario per la consultazione pubblica online sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari. Cliccando, infatti, sul link che si trova nella homepage di Coldiretti Piemonte - www.piemonte.coldiretti.it – è possibile, in modo semplice e rapido, accedere alle domande proposte dal Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali,  per ricevere i contributi dei cittadini su quanto sia importante l’indicazione dell’origine dei prodotti agroalimentari e della materia prima utilizzata nelle lavorazioni.
Una battaglia di civiltà per poter scegliere liberamente cosa mangiare.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi