Distribuite e vendute al prezzo promozionale di 50 centesimi oltre 30000 bottiglie di latte Piemonte. Centinaia di allevatori hanno incontrato migliaia di consumatori evidenziando gli eccessivi ricarichi applicati dalla GDO. Coldiretti chiede alla Giunta piemontese di proporre una legge regionale che obblighi i supermercati a riservare uno spazio per i prodotti del territorio.
I rincari applicati dalla grande distribuzione sui prodotti agroalimentari e del latte in particolare sono inaccettabili per i consumatori. Inoltre la legislazione italiana deve tutelare la produzione nazionale per un discorso di trasparenza e di individuazione del prodotto Made in Italy.
Con questi due obiettivi la Coldiretti del Piemonte ha realizzato sul territorio 5 presidi dove sono state distribuite e vendute oltre 30000 bottiglie di latte fresco: a Torino presso piazza Castello angolo via Garibaldi, dove è stata organizzato un incontro con la stampa, di fronte al supermercato Carrefour di corso Montecucco, a Cuneo presso piazza Galimberti inizio corso Nizza e davanti al centro commerciale Ipercoop in via Cascina Colombaro, ad Asti davanti al centro commerciale Il Borgo di Corso Casale.
Sono stati anche istituiti momenti di informazione e volantinaggio presso oltre 40 centri della grande distribuzione piemontese nelle province di Alessandria, Novara e Vercelli.
Una delegazione guidata da dirigenti delle singole province piemontesi si è recata dal Prefetto e dal Presidente della Provincia. Un’ altra delegazione guidata dal presidente regionale Coldiretti Piemonte Paolo Rovellotti e dal direttore Bruno Rivarossa con la presenza della dirigenza della Coldiretti Provinciale di Torino, ha consegnato un documento contenente le ragioni della manifestazione alla presidente della Giunta Regionale Mercedes Bresso tramite l’ assessore Sergio Deorsola.
Lo stesso rappresentante della Giunta piemontese che detiene attualmente le deleghe per l’agricoltura ha manifestato la più ampia disponibilità della regione Piemonte ad accompagnare l’accoglimento delle richieste avanzate da Coldiretti. In particolare ha dichiarato la volontà di affrontare con la Presidente Bresso e con tutta la Giunta, una proposta di legge che preveda sul territorio piemontese appositi spazi che i supermercati debbono riservare alla vendita dei prodotti del territorio.
Di seguito il documento consegnato alla Regione Piemonte, ai Prefetti ed ai Presidenti delle province piemontesi:
“Il mercato lattiero-caseario conta su una produzione nazionale di 110.000.000 quintali, con un import pari a 86.000.000 quintali.
Nella nostra Regione, la produzione è di 8.915.000 quintali e l’import è pari a 7.945.413 quintali.
L’import è costituito, oltre che dal latte trattato a lunga conservazione, prevalentemente da prodotti semi-lavorati: cagliate, polvere di latte, caseine, caseinati e altri.
La dimensione del fenomeno, in costante crescita, ci minaccia, prima come allevatori e poi come cittadini-consumatori: sono a rischio le nostre imprese, tutta la filiera e la genuinità e la sicurezza del prodotto italiano!
I nostri allevatori non riescono più a coprire i costi di produzione, mentre i consumatori pagano sempre di più i prodotti lattiero-caseari! E ciò nonostante i nostri allevamenti siano i più sicuri e controllati in Europa!
Stiamo correndo un grosso rischio, quello di non essere più in grado di tutelare sulla sicurezza alimentare i consumatori, che invece pagano sempre di più per esserlo!
Tutto ciò è consentito dalle norme nazionali e comunitarie che permettono di importare e trasformare prodotto proveniente da qualsiasi Paese estero, ma senza doverlo indicare, ostacolando la programmazione della produzione nazionale e impendendo di comunicare ai consumatori il vero contenuto dei prodotti che acquistano.
Tant’è che l’industria e la Grande Distribuzione Organizzata continuano ad ingannare i consumatori veicolando messaggi poco trasparenti e facendo intendere che il latte e i prodotti caseari sono del territorio, usando immagini e nomi che richiamano l’italianità.
Ma è un rischio che non vogliamo più correre, aspettando inerti la scomparsa dei nostri allevamenti, dei nostri lavoratori e del vero made in italy, e il conseguente abbandono dei nostri territori! Non possiamo aspettare nuove pandemie come la Bse e l’aviaria per ottenere maggiore trasparenza e garanzia sui prodotti acquistati dai consumatori!
La Grande Distribuzione Organizzata, se vuole, tutto questo lo può cambiare!
Sono necessarie regole di mercato trasparenti sulle produzioni lattiero-casearie, al fine di consentire agli anelli finora più penalizzati – gli allevatori e i consumatori, di avere un’equa remunerazione, un giusto prezzo e la garanzia di quello che mangiano!
Alle istituzioni e alla politica chiediamo:
- l’obbligo di etichettatura con indicazione dell’origine su tutti i prodotti importati dall’estero: cagliate, polvere di latte, caseine, caseinati e altri.
Se per legge ciò non fosse possibile, chiediamo allora l’obbligo di etichettatura con indicazione dell’origine su tutti i prodotti lattiero-caseari italiani: formaggi, latte, mozzarella e altri.
E tutto ciò lo chiediamo anche e soprattutto per motivi di sicurezza sanitaria!
Non possiamo essere prigionieri della Grande Distribuzione Organizzata!
- Lo sviluppo di procedure per acquisire i dati di monitoraggio dei consistenti flussi di entrata di latte e di prodotti caseari, prevedendo una loro costante pubblicazione sui siti internet istituzionali.
- L’intensificazione dei controlli sanitari e sulla qualità dei flussi di latte e dei prodotti caseari che arrivano dall’estero”.