15 Febbraio 2008
Programma di Sviluppo Rurale:

Le preoccupazioni legate al Programma di Sviluppo Rurale non si placano e Coldiretti continua la sua azione di pressing per riuscire a sbloccare al più presto una situazione che sta mettendo sempre più a rischio il reddito delle imprese.
Questa mattina nella sede della Coldiretti regionale si è svolta una riunione con i consulenti della Confederazione, Antonio Falessi e Gerardo Marotta, finalizzata proprio ad analizzare meglio il Psr piemontese, chiarire i molti dubbi e quali linee seguire per la creazione di un business plan. 
A seguito dei due incontri del Tavolo Verde, convocati dalla Regione per esaminare ipotesi di apertura del PSR, che si sono svolti  il 29 gennaio ed il 7 febbraio, Coldiretti ha ritenuto opportuno sottolineare in sede di discussione quelli che sono i punti cruciali dell’iter, partendo dal 4 febbraio scorso quando è stato  costituito il Comitato di Sorveglianza, organismo che dovrà preventivamente approvare le linee guida per la emanazione dei bandi. “Vi è una forte contrarietà dell’Unione Europea alla emanazione di bandi provinciali, in quanto unico responsabile del Piano di Sviluppo Rurale è la Regione ed occorre garantire una applicazione coerente agli obiettivi territoriali e settoriali definiti dal PSR così come esplicitati attraverso l’analisi del contesto e le priorità stabilite. – sostiene Coldiretti Piemonte nella persona del responsabile Marco Girò che sta seguendo la delicata situazione - Infatti, pur essendosi verificate delle differenze di trattamento tra varie Regioni, nel senso che alcune hanno ottenuto l’assenso su interventi e modalità di realizzazione più favorevoli rispetto al PSR piemontese, si è constatato negli incontri svoltisi con i funzionari dell’Unione Europea che non è opportuno tentarne una revisione per ottenere un ammorbidimento, in quanto potrebbe verificarsi invece, molto più probabilmente, una modifica in senso restrittivo ai Psr ritenuti più favorevoli.”
E’ stato, infatti, dichiarato dai funzionari comunitari che nei rispettivi Comitati di Sorveglianza regionali saranno di fatto imposte regole comportamentali più severe di quelle contenute nei PSR, armonizzando di fatto i vari programmi.
Per quanto riguarda la delimitazione per zone del territorio, ed in particolare alla zona A, ossia “poli urbani” che ricomprende tutta la pianura torinese, è stato fatto notare dai funzionari comunitari che nel caso l’Italia sollevasse il problema dei criteri utilizzati si dovrà procedere, per una nuova delimitazione, in base ai parametri OCSE che, oltre a non portare miglioramento per Torino, potrebbero far inglobare nelle zone A anche aree della provincia di Novara attualmente collocate in zona B (agricoltura intensiva) ed è stato definitivamente chiarito che le spese sostenute dai richiedenti sono ammissibili se effettuate successivamente alla presentazione della domanda (nel caso di aiuti di stato  invece le spese sostenute sono ammissibili dalla data dell’approvazione della domanda).
Si sta lavorando, in accordo i funzionari comunitari, per reintrodurre nel PSR alcune Misure o Azioni stralciate dal Psr attuale perché il poco tempo disponibile nella  fase di chiusura del negoziato non ha consentito la preparazione di adeguate documentazioni giustificative. Ad esempio, si potrà reintrodurre sia la Misura 131 (sostegno agli agricoltori per conformarsi ai rigorosi requisiti prescritti dalla normativa comunitaria) che consentirà di finanziare la predisposizione di Pua/Puas alle aziende interessate dall’entrata in vigore del Reg. 10/R – nitrati che l’Azione 214.6 (alpeggio). E’ intenzione dell’Assessorato di presentare al Comitato di Sorveglianza, convocato per il 28 o il 29 febbraio, le linee di indirizzo per l’apertura dei bandi riguardanti le Misure 112 (insediamento giovani) 121 (investimento nelle aziende), 123 (agroindustria) e 311 (diversificazione delle attività agricole).
Per quanto riguarda le problematiche specifiche delle singole Misure si precisa che per la Misura 112 (Insediamento giovani) è intenzione dell’Assessorato di aprire quanto prima il bando; in accompagnamento a tale Misura sarà aperta anche la Misura 121 (ammodernamento delle aziende agricole). Coldiretti Piemonte ha ribadito che sarebbe opportuno predisporre un  “pacchetto giovani” con l’apertura di più domande (formazione, consulenza, agroambiente, benessere animale), offrendo al giovane più opportunità di intervento;
Per la Misura 121 (ammodernamento delle aziende agricole) occorre definire un metodo di intervento ed a tale proposito l’Assessorato ha richiesto un parere circa gli approcci che si intenderebbe adottare: “Una cosa è certa, Coldiretti non può accettare bandi finalizzati che penalizzerebbero molte delle nostre imprese – hanno affermato il presidente e il direttore della Coldiretti del Piemonte  Giorgio Ferrero e Bruno Rivarossa – noi siamo sempre stati per “maglie più larghe” in grado di permettere l’accesso al  finanziamento a più aziende. Ciò che serve è una divulgazione preventiva per valutare le bozze di bando e soprattutto dare la possibilità alle aziende di valutare le spese ammissibili.”
Per la Misura 311 – diversificazione in attività agricole: viene proposta l’attivazione della Misura per iniziative riguardanti l’agriturismo e le fonti energetiche.
Misura 123 (accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali): non sono stati forniti ulteriori ragguagli, se non l’intenzione di utilizzare indicativamente un 40% delle risorse con il primo bando, riservando le altre risorse a successivi interventi di filiera.

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